1° FESTIVAL
INTERNAZIONALE
DEI MANTICI
Viviamo in un tempo in cui la vera “crisi� è quella delle coscienze e
non(soltanto) quella del portafogli, come molti tentano di credere.
OrgaÂnizzare un festival con un intento culturale in un periodo come
questo, davvero non è cosa semplice. Nonostante tutto, siamo riusciti
a far partire questa prima edizione del I° FESTIVAL DEI MANTICI 2009,
evento dedicato agli strumenti che respiÂrano con questo mobile
soffietto che li alimenta (Fisarmonica, BandoÂneòn, Organetto
diatonico). Le tre serate previste per questa prima edizione, che ci
auguriamo sia la prima di una lunga serie in crescendo, saranno
caratterizzate da eventi diversi e stilisticamente lontani tra loro.
L’intento è proprio quello di attuare un percorso che, partendo dalle
radici folcloristiche e della musica popolare, prosegua fino ad
arrivare alle sonorità più contemporanee del jazz e delle varie
musiche “contaÂminateâ€?, nelle quali gli strumenti a mantice, purtroppo
e ingiustamente, non hanno mai goduto di un posto di rilievo.
Altro obiettivo, è quello di portare a conoscenza del pubblico tutta
una serie di peculiarità che contraddistinguono questi strumenti
svelandone la storia “particolare� e fornendo ulteriori mezzi per
scoprire e comprendere la versatilità e l’interazione degli strumenti
a mantice all’interno dei diffeÂrenti generi e stili musicali. Suonare
la Fisarmonica o qualunque altro mantice, significa relazionarsi con
strumenti che hanno sempre faticato per ottenere un posto dignitoso
nel mondo della musica cosiddetta “colta�. Ancora oggi non hanno vita
semplice e non sempre trovano una loro precisa collocaÂzione,
nonostante le stupefacenti capacità sonore.
Personalmente ho sempre lottato per donare un valore estetico a questo fantastico strumento. Ho combattuto e tutt’ora combatto, per
svincoÂlarli da certe etichette e identificazioni che sembrano come
cristallizzate e indelebili. Auspico che questo (per ora) piccolo
festival contribuisca, in questo senso, a sgretolare alcune idee
stereotipate al riguardo e possa essere uno stimolo alla
valorizzazione dei “Mantici che respirano�. Infine, mi auguro, soprattutto, che godiate della buona musica prevista.
SIMONE ZANCHINI
IL FESTIVAL
DEI MANTICI:
UN SOFFIO DI VITA
L’Italia, soprattutto d’estate, è percorsa da festival e manifestazioni dove la qualità si coniuga alla quantità in un’effervescenza contagiosa: è questa la stagione più ricca di segnali e di idee che anche grazie alla musica, all’aggregazione, al potere seduttivo di voci e strumenti offre ad appassionati e semplici curiosi, una straordinaria colonna sonora collettiva. Il calendario degli appuntamenti appare come un reticolato fitto fitto di spunti e tantissimi sono gli artisti che si rincorrono in ogni angolo del paese, spesso sovrapponendosi in rassegne destinate sostanzialmente
a replicarsi da nord a sud, isole comprese.
Ecco allora che va salutata con simpatia e favore la nascita di una piccola, nuova creatura, che da subito si distingue per originalità e per alcune caratteristiche peculiari, a partire da una location d’eccellenza, San Mauro Pascoli.
I concerti organizzati nella Locanda dei Fattori vogliono anche sottolineare il legame con il territorio e in particolare con la vita e l’opera di Giovanni Pascoli che qui era nato e che per l’ultima volta fece visita ai luoghi delle sue radici nel 1910: e proprio ad anticipare e preparare le celebrazioni che verranno organizzate per il centenario della morte nel 2012, parte il Festival Internazionale dei Mantici.
Con i tre giorni, e con le altre quattro tappe nelle domeniche di luglio, si è pensato a sviluppare un idioma di segni e sollecitazioni che ben si amalgamano e si coniugano con i versi del poeta, che qui scrisse le sue pagine più note e formò la sua coscienza civile.
Grazie a una serie di opportunità messe a punto per l’occasione - una mostra storica, un percorso per conoscere meglio questi strumenti magici e misteriosi, gli incontri con gli artisti, le degustazioni... - il festival si propone di lanciare stimoli e suggestioni tramite musicisti virtuosi di autorevolezza e riconoscibilità a livello internazionale.
Naturalmente si tratta solo di un inizio: un seme lanciato con un forte sapore simbolico nel quarantennale del più grande raduno musicale di massa, a Woodstock. Nella speranza che la pianta possa crescere sana e robusta, che la passione di organizzatori e artisti sappia trasferirsi ai visitatori e ai cittadini di San Mauro Pascoli, godiamoci allora il suono e la poesia di strumenti che qui hanno trovato una nuova casa.
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ENZO GENTILE
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